Terroir

Il Terroir

Il terroir, parola francese entrata oramai a far parte del vocabolario enologico anche in Italia, è un concetto ampio, che esprime il legame tra l'uomo e la sua terra. Riportiamo la bella definizione dell’Institut National des Appellations d`Origine (INAO):

`Le terroir est un espace géographique délimité où une communauté humaine a construit, au cours de l`histoire, un savoir intellectuel collectif de production, fondé sur un système d`interactions entre un milieu physique et biologique et un ensemble de facteurs humains, dans lequel les itinéraires socio-techniques mis en jeu, révèlent une originalité, confèrent une typicité et engendrent une réputation, pour un produit originaire de ce terroir'.

Il terroir è uno spazio geografico delimitato dove una comunità umana ha costruito, nel corso della storia, un sapere intellettuale collettivo di produzione, fondato su un sistema d`interazioni tra un ambiente fisico e biologico ed un insieme di fattori umani, dentro al quale gli itinerari socio-tecnici messi in gioco rivelano un'originalità, conferiscono una tipicità e generano una reputazione ad un prodotto originario di questo terroir.

Gli elementi principali del terroir: i comuni del Collio

Porfidi quarziferi

La Valtellina è un terroir unico al mondo, una terra aspra, circondata dalle imponenti vette delle Alpi.

In Valtellina i terreni coltivati a vite sono prevalentemente sabbioso - limosi, ricchi di scheletro, permeabli e con modeste riserve idriche. La composizione é quanto mai varia e deriva dalla degradazione di graniti, gneiss, scisti o serpentini molto diversi tra loro sia sotto l'aspetto strutturale che mineralogico. La presenza di azoto è buona così come quella di anidride fosforica e ossido di potassio assimilabile. Tutte queste componenti fanno sì che i vini abbiano struttura e buona acidità, così come una elevata alcolicità e longevità.

 

 

 
Nebbiolo di Valtellina localmente denominato Chiavennasca.

     

Uva a bacca nera. Il grappolo alato ha forma piramidale allungata e acini fitti. La buccia è sottile ma resistente, molto pruinosa, caratteristica dalla quale trae forse il nome visto che l'acino sembra avvolto dalla nebbia. Alla nebbia è legata anche l'altra probabile origine del nome del vitigno che a motivo della maturazione tardiva spinge la vendemmia nella seconda metà di ottobre, periodo di nebbie autunnali.

Il colore è violaceo scuro, quasi blu, ma i vini cui dà origine invece sono di colore abbastanza scarico. E' un'uva molto pregiata per le sue caratteristiche uniche di finezza ed eleganza che si esprimono solo su quei suoli che presentano le caratteristiche adatte. In Italia il nebbiolo dà risultati eccellenti nelle Langhe e nel Roero, ma anche in Valtellina (loc. den. Chiavennasca) in Valle d'Aosta (loc. den. Picoutener) e nelle aree del Nord Piemonte dove è localmente denominato Spanna.

 

La Valtellina è una delle più importanti aree viticole della Lombardia. Sia per l'esposizione a sud che per le modeste precipitazioni distribuite uniformemente nel corso dell'anno è particolarmente adatta alla viticoltura. Le Alpi Retiche, inoltre, proteggono la valle dai venti freddi del nord e le Alpi Orobie con l'Adamello fanno da schermo a quelli meridionali. Completa il quadro la breva, brezza proveniente dal lago di Como che spira da tarda primavera per tutta l'estate convogliando correnti d'aria tiepida che favoriscono l'impollinazione e asciugano terreno e piante. La coltivazione dei vigneti in Valtellina risale ad epoche antichissime. Il terreno vitato raggiunge il massimo della espansione nel XIX secolo con oltre 6000 ettari, dei quali oltre un terzo coltivati a Nebbiolo. Ancora oggi in periodo di vendemmia in Valtellina quintali di grappoli di uva vengono portati a valle o con elicotteri o a spalle in "portini", ossia in gerle (brente) e trasferiti poi sui trattori e quindi in cantina per dare vita a vini unici.

 

I produttori scelti sono tutti vignaioli di grande carattere che hanno fatto la difficile scelta di puntare tutto sulla qualità in tempi in cui il mercato non li premiava per questo.

Portano nel vino la loro personalità e le loro competenze.